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Qui potete trovare le riproduzioni del giornale "Se la patria chiama..." che ha rappresentato la principale voce del movimento antimilitarista nel periodo dal 1971 al 1974, periodo che ha visto il riconoscimento in Italia del diritto all'obiezione di coscienza e numerose lotte all'interno dell esercito per il miglioramento delle condizioni di vita dei soldati di leva.


E' interessante, a distanza di tempo, fare il raffronto fra la situazione di allora e quella di oggi, per capire cosa è cambiato e cosa è necessario cambiare.


Ancora oggi, colme allora, la guerra viene considerata uno strumento valido per ottenere vantaggi per un popolo (per uno stato) a scapito di un altro: allora il Viet-nam per il controllo del sud-est asiatico, oggi l'Iraq per il controllo delle risorse energetiche. Ma nel frattempo anche i "signori della guerra" hanno imparato ad usare questo mezzo in modo più raffinato, utilizzando, assieme agli strumenti di morte fisica, gli strumenti di morte intellettuale: la disinformazione, la non informazione, la paura del diverso e la creazione di eventi scioccanti per creare un nemico che giustifichi tutto il resto. Come i fatti dell'11 settembre 2001, progettati a tavolino, per creare, sull'onda emotiva derivata dal crollo delle torri, un nemico omnipresente che giustificasse un intervento armato in qualsiasi paese dove vi potessero essere interessi USA.

Finalmente sono apparse le documentazioni e le analisi particolareggiate ( ad es. 'Loose change 2' e '911 Plain Site) che inequivocabilmente dimostrano queste conclusioni.

Gli eventi si ripetono perchè i meccanismi sono sempre gli stessi e la gente dimentica troppo presto: anticamente per dichiarare guerra ad una popolazione di un territorio vicino, l'esercito aggressore mandava un soldato aldilà del confine. Questo gettava una lancia verso gli aggressori che così potevano dichiarare di essere autorizzati all'invasione perchè provocati da un atto di ostilità proveniente dall'altro territorio. (come riportato anche nel libro Psicanalisi della guerra).




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